venerdì 12 ottobre 2012

Acrilammide, un veleno nascosto da più di 10 anni sotto la sabbia

Le autorità ne parlano pochissimo, in quanto, si vanno ad intaccare enormi interessi nel settore fast-food, nel settore dolciario, nel settore dei dolcificanti, in quello delle bevande nervine e dei farmaci.

L’acrilammide è una sostanza chimica la cui velenosità è stata provata più volte sugli animali da laboratorio, ai quali causa gravi patologie di tipo tumorale.
Composto chimico che si forma negli amidacei durante la cottura a temperature elevate.
Si conosceva da anni come inquinante insidioso presente nel fumo di sigaretta, nelle combustioni industriali e petrolifere, nelle lavorazioni a caldo dei prodotti plastici, nella produzione di carta, collanti e cosmetici.

Ciò è stato scoperto perchè in Svezia è stata usata poliacrilammide per pitturare un tunnel , vennero contaminate le acque in seguito a sversamento , quindi vennero effettuati degli studi sui livelli di acrilammide presente nel sangue dei cittadini  che vivevano nelle zone vicine.
 Vennero trovati dei livelli altissimi.
Nel 2002 degli scenziati confermarono che l'acrilammide è presente in cibi amidacei ( patate fritte, biscotti e crakers) cotti ad elevate temperature .
Perchè si forma l'acrilammide?L'alta temperatura  crea la reazione di Magliard; gli aminoacidi subiscono co- pirolisi e si creano una serie di intermedi instabili che originano poi l'acrilammide. La maggior quantità di acrillammide si crea se l'aminoacido è asparagina e gli zuccheri sono fruttosio e saccarosio.
 Sostanza accumulatrice di scorie minerali tossiche, quelle che portano alle chelazioni. Sostanza sicuramente micidiale per il sistema renale e per il pancreas.Oltre che nei fumi di vario tipo sopra citati, nei vari prodotti della chimica a caldo, ritroviamo l’acrilammide nei prodotti cosmetici, nei deodoranti, nei prodotti di igiene intima, nei prodotti di torrefazione (caffè, the, cacao, orzo solubile), nei prodotti di panificazione (pane tenero, ma anche cracker tipo svedese, wafer e simili).
L’acrilammide è tipica degli alimenti amidacei e dei dolci sottoposti a cottura OLTRE I 100 gradi. Provate ad usare la cottura a vapore che limita i danni e mantiene la temperatura sui 100 gradi. provate a comprare degli essiccatori, provate ad eliminare il consumo di carne ricche di Nitrati e nitriti ( dove anche qui centra la cottura) , provate a diventari vegani fruttariani.

 L'ACRILLAMMIDE è UNA SOSTANZA GENOTOSSICA E CANCEROGENA

ELENCO DEI PRODOTTI PIU’ A RISCHIO

Vediamo dunque di elencare i prodotti più pericolosi, per ordine di importanza:

1) Patatine fritte (McDonald’s e simili): 1000 mcg/kg
2) Cipolle fritte (KFC, Burger King): mancano dati, ma è ragionevole pensare che non siamo troppo distanti dalle patatine
3) Caffè solubile istantaneo: 900 mcg/kg (il discorso vale anche per l’orzo solubile, il the, il cacao)
4) Patate fritte: 600 mcg/kg
5) Biscotti vari, cracker, wafer, salatini, bastoncini, fette biscottate, grissini: 500 mcg/kg
6) Caffè normale torrefatto: 450 mcg/kg
7) Crunch al cioccolato Nestlè: 221 mcg/kg
8) Crossfield Choco Puffs Lidl: 192 mcg/kg
9) Pane morbido bianco: 159 mcg/kg
10) Alimenti prima infanzia: 80 mcg/kg

SOSTANZA PREOCCUPANTE SECONDO LA OMS E L’EFSA

Quello che conta di più è che l’alimentazione tradizionale, quella basata sul cotto, quella basata sulle scempiaggini della Macrobiotica, quella basata sugli imbrogli delle diete low-carb e low-sugar, quella basata sulla  illusione della “ impeccabile” Dieta Mediterranea, quella promossa indecentemente da rubriche televisive tipo Gusto e Cotto e Mangiato, viene condannata e messa al patibolo da queste informazioni che nessuno ci offre di dare.
Non solo più si cuoce e più si devitalizza il cibo, che è già di per sé un fatto noto ed aberrante. Ma succede pure che più si cuoce e più si avvelena il cibo, che è questione di criminale irresponsabilità.

perciò triplicare le quantità di frutta e verdura, minimizzare la pasta e i cereali ( soprattutto quelli raffinati) , vivere senza caffè si può  e le immancabili patatine evitare di consumarle.

FACCIAMO UNO SGAMBETTO ALLE MULTINAZIONALI E AL FARMACO

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