giovedì 26 aprile 2012

Che cosa è la "pink slime"?

Gli Stati Uniti sono tra i principali consumatori di carne bovina al mondo e da alcune settimane il mercato delle carni è in agitazione, con i produttori che cercano di rassicurare i clienti, alla ricerca di garanzie e maggiore trasparenza, sulla genuinità dei loro prodotti. Nei primi giorni dello scorso marzo l’emittente televisiva ABC News ha mandato in onda una  serie di servizi sull’utilizzo da parte dell’industria della carne bovina del cosiddetto pink slime (letteralmente “melma rosa”), una poltiglia a basso costo ottenuta con gli scarti di lavorazione delle carni bovine che viene poi aggiunta in percentuali variabili alla carne macinata – per aumentarne peso e volume – e venduta nei supermercati e nei ristoranti. Il sistema viene impiegato già da diversi anni ma l’esistenza del pink slime non era particolarmente nota, anche perché i produttori non sono obbligati a segnalare sulle confezioni la presenza dell’additivo.
In seguito alle preoccupazioni per la possibile presenza di Escherichia coli (E. coli) – un batterio che in alcuni sottotipi può essere particolarmente pericoloso per la salute, nella carne bovina – a metà anni Novanta la Beef Products Inc. (BPI) iniziò a sperimentare un sistema per disinfettare le carni utilizzando ammoniaca. La soluzione fu approvata dal ministero dell’Agricoltura statunitense nel 2001, stabilendo che il prodotto disinfettato in quel modo fosse commestibile anche per gli esseri umani.


Per produrre il pink slime vengono utilizzate le carni di scarto degli altri processi produttivi. Gli scarti, che possono anche comprendere cartilagini, tendini e altri tessuti connettivi, vengono triturati molto finemente e separati dal grasso grazie al calore e a particolari centrifughe. Successivamente il prodotto viene irrorato con ammoniaca e congelato. Il pink slime viene poi venduto all’ingrosso ai produttori di carne, che lo utilizzano come additivo a basso costo per le loro carni macinate così da aumentarne il peso e il volume, e di conseguenza alzare i livelli di produzione e i guadagni.
A fine marzo, il ministero dell’Agricoltura ha diffuso un comunicato dove viene ribadito che i sistemi per produrre l’additivo sono sicuri, e che lo stesso prodotto finale non costituisce alcun particolare pericolo per la salute. La sua aggiunta alla carne bovina macinata non rende le carni meno sicure da mangiare. BPI in queste settimane ha cercato di difendere la propria posizione e un suo portavoce ha spiegato che sarebbe del tutto inutile adottare delle etichette aggiuntive per specificare la presenza del pink slime: «A che scopo dovremmo etichettarlo? Si tratta di carne bovina al cento per cento, perché volete che lo etichettiamo? Non sono disposta a dire che sia qualcosa di diverso dalla carne, perché è carne bovina al cento per cento».
Se pensate che in Italia la situazione sia diversa, vi sbagliate di grosso! Anche l'attento popolo tricolore, probabilmente, non conosce davvero il cibo che compra e che poi serve a tavola. Avete mai sentito parlare di "carne separata meccanicamente"? È un termine poco noto ai consumatori, anche se usato da diverse aziende italiane, presente nelle etichette di moltissimi prodotti realizzati e venduti nel Bel Paese e tradotto dall'inglese Mechanically separated meat (MSM). Beh, indovinate un po', questa dicitura non definisce altro che...rullo di tamburi...il pink slime. Sempre lui.
Basta fare un giro in un qualsiasi supermercato per rendersene conto: sono tantissimi i prodotti con questa dicitura in etichetta, dai wurstel ai cordon bleu, passando per spinacine, salumi, ripieni di tortellini e ravioli e zuppe disidratate. C'è però una differenza, spiega l'Aduc in una nota  : "da noi la lavorazione degli scarti della macellazione è un fatto abituale. Anche qui si usano i resti come in Usa, ma in tutta l'Ue è vietato disinfettare la carne con sostanze chimiche". In questo periodo, però, la Commissione Europea sta preparando una legge alimentare più severa e da dicembre 2011 è in vigore un nuovo obbligo di etichettatura, che però sarà vincolante solo fra tre e cinque anni.
Insomma io direi un vero schifo...tuteliamoci...non compriamo più la carne...perchè..se non sta a cuore a noi per primi la nostra salute a chi dovrebbe interessare a Mec- Donals?


Notizie tratte da green me ed il post.

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